martedì 27 luglio 2010


Io della generazione del Carosello, io nata non dalla spuma del mare come Afrodite, ma da un ospedale anonimo di una grande città. Io, sempre alla ricerca di qualcosa che mi desse la certezza di avere gambe per camminare, sogni da realizzare, comunicazione con i miei simili. Io, una vita spesa a chiedermi dove avessi sbagliato, se si dovessero apportare modifiche al mio carattere, se andare contro corrente fosse una necessità contingente al mio essere. Ancora adesso me lo chiedo con indulgenza, come si fa con un malato cronico, il quale capitolerà, sebbene stringa la vita tra i denti, come una consuetudine o un vezzo.
Io che non amo le folle, non accetto consigli e cerco scampo dal comune pensare. Pensare è un vizio che fa male, è una scheggia di vetro in un occhio, un ingombro che fa capitolare di fronte a chi non sa farlo ed è abituato ad agire. Io che ho paura degli sciocchi, della vanità, dei ragni. Non ho mai dato importanza a ciò che era essenziale per i più ed ora mi ritrovo sola a contare sulle mie mani. Io riesco ancora a provare sentimenti, provare, cercare di realizzare i miei sogni. Io è altrove, fagocitato dai dictat di una società ignorante. Io è in qualsiasi parte e in nessuna. Fatto della consistenza di una bolla di sapone, Io, dicevo, devo ricaricare le batterie ed incazzarmi davvero! Nel frattempo Santa Ignoranza dormirà tranquilla.

sabato 10 luglio 2010

Chi ha in mano una penna sappia che se c'è uno con una matita quello con la penna è un uomo morto. Per fortuna uso il pc, altrimenti sarei già spacciata! Ma la penna ha ancora il suo fascino! Non importa che i contenuti più succulenti siano recepiti tramite le vignette satiriche... Ci sta! Il popolo ha bisogno di prove tangibili del dissenso. Tanto non ci capisce un accidente lo stesso! Il popolo ha amato Susanna Tamaro! Sì. avete capito bene, la nipote di Italo Svevo in versione Famiglia Cristiana! Tutta invidia (direte voi), perchè la Tamaro ha venduto quasi quanto Leopardi e si è goduta i diritti, mentre l'altro è deceduto. Ma anche Salieri era più famoso di Mozart. La storia ha decretato un altro verdetto. Mozart ci ha rovinati! Tutti cercano di essere alternativi per morire e diventare UNICI... Pochi ci sono riusciti. La morte, quella è irreversibile come il coma, indipendentemente dal pensiero di Berlusconi! Il coma è irreversibile quando si crede a quello che decreta il tg1 dopo le solite riunioni ed epurazioni di redazione. Il coma continua ad essere una regola della classe dirigente del paese-munnezza riguardo al tema giustizia, sanità e scuola (nell'ultimo caso la prognosi mostra un encefalogramma piatto).
Chi ha una pistola sa che se ha di fronte uno che imbraccia un fucile è un uomo morto. Come è morta una bella famiglia tanti anni fa'. Per fortuna non sono sopravvissuti a questa bella Italia! Si sarebbero certamente adeguati all'encefalogramma piatto... Non avrebbero avuto scampo.

"Ma per quel quarto che mi rimane io sono figlio di ignote puttane" si cantava un tempo. Si un tempo la statistica era una scienza esatta, non come ora che la ragione si trova nel mezzo di tante menzogne camuffate da verità. La contraffazione, nel paese-munnezza, ha raggiunto un elevato grado di serietà. Chi non si cimenta nell'impresa di migliorare qualche difetto, non può ascendere al gradino più alto della Ragione. Nasi rifatti, tette rifatte, ma i cervelli? Quelli restano gli stessi, perchè non esistono ancora le modalità per modificarne il contenuto. Vorrei aver scelto la professione del medico chirurgo, quello alla maniera di uno scienziato pazzo che sperimenta il metodo per rendere tutti infelici! Avrei inserito nell'epidermide degli individui un sensore che causasse dolore ogni qual volta si mentisse. Beh, in qualche modo questo lo ha raccontato Orwell nel suo 1984 e non ho avuto abbastanza fegato per leggere tutta la storia. Lo so che ciascuno di noi vorrebbe essere libero di pensare e di comportarsi secondo ciò in cui crede. Purtroppo vi sono individui che manovrano la libertà degli altri, la usano per scopi personali, sondano il cervello come se fosse già tempo per un'azzerata e vai!!! Menomale che esistono il calcio, le olimpiadi, l'avanzata di carriera, la nascita di un figlio, la morte di un nemico. Attendiamo uno di questi eventi con pazienza senza pensare che l'uno valga più dell'altro (anche se nell'intimo siamo convinti che la goduria maggiore sia causata dalla morte di un nemico). Nel frattempo, per rigenerare lo spirito, possiamo assaporare l'esperienza extrasensoriale di un telegiornale curato e diretto dal GRANDE emilio fede. Se non si vede nulla è perchè fede si è momentaneamente recato a pisciare. Buona visione!

L'insostenibile insensibilità dell'essere

Una coppia di coniugi gioca a carte in cucina. Il telegiornale vomita le notizie come un cacciabombardiere. Trenta morti per guerra, 1000 morti per fame, due palazzi distrutti da una stufa malfunzionante. La coppia continua serenamete a giocare. L'ultima notizia riguarda la crisi della love story tra quell'attore famoso e la velina. Marito e moglie smettono di giocare ed alzano lo sguardo per seguire la tv.
Oppure...
Un uomo, che sta camminando per la strada, viene stroncato da un attacco cardiaco. Si accascia a terra, mostra evidenti segni di dolore, digrignando i denti in una smorfia raggelante. Vi sono dei passanti. Tutti ci aspettiamo che qualcuno si fermi, soccorra il malcapitato, che usi il cellulare, del quale sono tutti iperforniti, per chiamare un'ambulanza! Non succede nulla. I passanti continuano a passare e nessuno si interessa all'uomo il quale, nel frattempo, è deceduto sul marciapiede, vicino alla fermata del tram.

Priorità, si tratta solo di una questione di priorità e di saturazione. Si perchè siamo stati abituati a guardarci allo specchio e ci siamo innamorati di quello che si riflette dall'altra parte. Narciso aveva fatto la stessa cosa. Abbiamo imparato a festeggiare i nostri compleanni, pensando che solo una vita ci è concessa e, per fare come ci pare, basta ripetersi "chi se ne frega del mondo!" Un po' di sano egoismo ci ha donato l'illusione di poter fare a meno degli altri.

Ma perchè curiamo così tanto l'aspetto fisico? Perchè la storia di Faust che vendette l'anima al diavolo per l'eterna conoscenza proprio non interessa più a nessuno, poi c'è l'internet. L'eterna giovinezza, invece, quella ci piace tanto! Il prezzo da pagare? Smettere di provare sentimenti. Belli senz'anima, dunque. Mi domando perchè anche un brutto di mia conoscenza abbia venduto l'anima al diavolo per vivere in eterno. Poveri specchi!

martedì 6 luglio 2010

Oggi parliamo di immondizia, anzi, munnezza, come siamo stati abituati a dire. La munnezza si trova ovunque: per le strade, nei mari, nelle relazioni interpersonali, nel giornalismo, nelle leggi ad-personam, nei cessi, al cinema e in tv. La munnezza è uno stile di vita che come scriveva Calvino ci fa credere che esistiamo in quanto produciamo spazzatura. Vivere in queste condizioni ci porta a credere che la munnezza sia la unica verità, anche se completamente inverosimile. Così nasce la miseria del pensiero, l'azzeramento della cultura, la scorrettezza a priori. Nasce l'epopea dell'ignoranza, dell'arrivismo, della pancia piena e la mente in perpetua vacanza.
Le capacità critiche vengono utilizzate per indovinare la schedina, votare il vincitore del Grande Fratello, spiare dal buco della serratura quei quattro buffoni che hanno fatto strada senza avere un briciolo di talento. Un paese-munnezza ci mette un po' di tempo ad organizzarsi, ma quando si avvia verso quella direzione è pressochè impossibile tornare indietro. Gli abitanti del paese-munnezza non ammetteranno mai e poi mai di esserlo, poichè la prima facoltà che si atrofizza durante il processo di metamorfosi della gente è la consapevolezza. Vivono molto più spensierati, sono travagliati da scelte insormontabili, quali la visione di un programma televisivo che sia abbastanza munnezza da essere accettabile. Pensano costantemente al look, ma non parlano inglese. Gli abitanti del paese munnezza seguono il telegiornale di Emilio Fede, solo perchè è nel mezzo della loro soap preferita, ma non parlano inglese. Gli abitanti del paese-munnezza odiano gli extracomunitari perchè degradano il paesaggio, li vorrebbero far vivere segregati, dall'altra parte di un muro. Vivere nel paese-munnezza è un privilegio che si tramanda per nascita, talvolta può essere un valore acquisito, a patto che ci si assoggetti incondizionatamente alle regole stabilite dal governo-munnezza del paese-munnezza.