mercoledì 15 dicembre 2010

io

auguro

a tutti i miei

amici un sereno Natale

dove si possa circolare a Piazza

Sintagma o si possa fare una passeggiata

a Via del Corso senza commuoversi a causa dei

lacrimogeni. Auguro a tutti di poter scattare una foto

dell’albero, prima che gli diano fuoco e di poter guardare

le vetrine dei negozi prima che una sassata le mandi in frantumi.

Auguro semplici gioie quotidiane, come avere un lavoro, pensare al futuro,

credere che con lo stipendio si possa arrivare a fine mese. I sogni, almeno quelli non

ce li possono tassare e se

smettessimo di sognare

dovremmo fare la rivoluzione.

sabato 13 novembre 2010

E se domani rivedessi te... Ti gonfierei di botte



Siamo arrivati al caffè corrotto, dato che la frutta costa troppo sotto il governo Munnezza. L'ultimo dettaglio da stabilire è il dilemma più inestricabile, la faccenda più irrisolvibile: "Cosa ne sarà di noi dopo di lui! Un vuoto incolmabile, sia per la sua tendenza a ridicolizzare la politica e le istituzioni, sia per la sua innata fiducia nel genere femminile. Con chi ce la prenderemo the day after? Fini? Bersani? Rutelli? Stiamo assistendo in diretta ad un incubo. Le istituzioni, per niente istruite, dovranno muovere i primi passi nella melma lasciata a mo' di bava dal lumacone Berlusconi. PierSilvio e Marina non otterranno l'eredità di Papi, anche se lo scorno gli farà ribollire il sangue! Tutto era perfetto, la gente era sottomessa al punto giusto... E ora non si può fare altro che assistere alla gara della diffamazione per far credere ai soliti pecoroni che anche il più fedele alleato sia stato in combutta con i giudici di sinistra. Il paese Munnezza comincia a prendere coscienza di sè. O forse gli escrementi avranno già inibito le facoltà ottiche? Le vittime hanno sempre una marcia in più: dal loro dolore scaturisce la pietà. I carnefici non se la meritano!

martedì 3 agosto 2010

Trasmutande


Ho trovato un millepiedi nella stanza da letto e mi sono detta: meglio lui che un uomo di destra. Poi ho ripensato al millepiedi ed ho detto: meglio lui che un uomo di sinistra! Si, perchè cambia solo la direzione dalla quale si osserva il degrado. L'immobilità resta la stessa.
Denigrare, vociferare, ma poi per quale oscuro motivo? La politica è un'opinione, le notizie del telegiornale sono un'opinione, ma il millepiedi, quello era vero. Gli insetti hanno una costituzione intrinseca più reale di qualsiasi reportage (scusatemi l'ardire) di Bruno Vespa.
Gli insetti, dicevo, posseggono una dignità che fa loro desiderare di essere tali, mentre con le capacità della transgenetica, gli umani stanno pensando di trasformarsi in altri esseri, per farsi finalmente esonerare dagli oneri fiscali, le litigate con gli insegnanti dei figli, le scazzottate per accaparrarsi un parcheggio e le storie di ordinaria follia che si consumano entro le mura domestiche.
Trasformiamoci in cavallette, se ci piace il colore, o in bacarozzi (pardon) scarafaggi, se il nero ci sfina! Ma già so che l'aspirazione di molti, la più ambita sia: la mosca. Si l'insetto rompiscatole per eccellenza, che predilige gli escrementi, ama i rifiuti e potrebbe starci proprio bene nel Paese Munnezza! Se volete visitare la mia camera, per favore siate semplici zanzare, perchè i millepiedi mi fanno un po' schifo. La scarpa viene lanciata anche se non vorrei ferire. Così, se vi capita di trasmutarvi in un piccolo corpicino alato, strisciante o che cammina, sappiate che io non sbaglio un colpo!
PS: e se al millepiedi mettessimo la bandana?

martedì 27 luglio 2010


Io della generazione del Carosello, io nata non dalla spuma del mare come Afrodite, ma da un ospedale anonimo di una grande città. Io, sempre alla ricerca di qualcosa che mi desse la certezza di avere gambe per camminare, sogni da realizzare, comunicazione con i miei simili. Io, una vita spesa a chiedermi dove avessi sbagliato, se si dovessero apportare modifiche al mio carattere, se andare contro corrente fosse una necessità contingente al mio essere. Ancora adesso me lo chiedo con indulgenza, come si fa con un malato cronico, il quale capitolerà, sebbene stringa la vita tra i denti, come una consuetudine o un vezzo.
Io che non amo le folle, non accetto consigli e cerco scampo dal comune pensare. Pensare è un vizio che fa male, è una scheggia di vetro in un occhio, un ingombro che fa capitolare di fronte a chi non sa farlo ed è abituato ad agire. Io che ho paura degli sciocchi, della vanità, dei ragni. Non ho mai dato importanza a ciò che era essenziale per i più ed ora mi ritrovo sola a contare sulle mie mani. Io riesco ancora a provare sentimenti, provare, cercare di realizzare i miei sogni. Io è altrove, fagocitato dai dictat di una società ignorante. Io è in qualsiasi parte e in nessuna. Fatto della consistenza di una bolla di sapone, Io, dicevo, devo ricaricare le batterie ed incazzarmi davvero! Nel frattempo Santa Ignoranza dormirà tranquilla.

sabato 10 luglio 2010

Chi ha in mano una penna sappia che se c'è uno con una matita quello con la penna è un uomo morto. Per fortuna uso il pc, altrimenti sarei già spacciata! Ma la penna ha ancora il suo fascino! Non importa che i contenuti più succulenti siano recepiti tramite le vignette satiriche... Ci sta! Il popolo ha bisogno di prove tangibili del dissenso. Tanto non ci capisce un accidente lo stesso! Il popolo ha amato Susanna Tamaro! Sì. avete capito bene, la nipote di Italo Svevo in versione Famiglia Cristiana! Tutta invidia (direte voi), perchè la Tamaro ha venduto quasi quanto Leopardi e si è goduta i diritti, mentre l'altro è deceduto. Ma anche Salieri era più famoso di Mozart. La storia ha decretato un altro verdetto. Mozart ci ha rovinati! Tutti cercano di essere alternativi per morire e diventare UNICI... Pochi ci sono riusciti. La morte, quella è irreversibile come il coma, indipendentemente dal pensiero di Berlusconi! Il coma è irreversibile quando si crede a quello che decreta il tg1 dopo le solite riunioni ed epurazioni di redazione. Il coma continua ad essere una regola della classe dirigente del paese-munnezza riguardo al tema giustizia, sanità e scuola (nell'ultimo caso la prognosi mostra un encefalogramma piatto).
Chi ha una pistola sa che se ha di fronte uno che imbraccia un fucile è un uomo morto. Come è morta una bella famiglia tanti anni fa'. Per fortuna non sono sopravvissuti a questa bella Italia! Si sarebbero certamente adeguati all'encefalogramma piatto... Non avrebbero avuto scampo.

"Ma per quel quarto che mi rimane io sono figlio di ignote puttane" si cantava un tempo. Si un tempo la statistica era una scienza esatta, non come ora che la ragione si trova nel mezzo di tante menzogne camuffate da verità. La contraffazione, nel paese-munnezza, ha raggiunto un elevato grado di serietà. Chi non si cimenta nell'impresa di migliorare qualche difetto, non può ascendere al gradino più alto della Ragione. Nasi rifatti, tette rifatte, ma i cervelli? Quelli restano gli stessi, perchè non esistono ancora le modalità per modificarne il contenuto. Vorrei aver scelto la professione del medico chirurgo, quello alla maniera di uno scienziato pazzo che sperimenta il metodo per rendere tutti infelici! Avrei inserito nell'epidermide degli individui un sensore che causasse dolore ogni qual volta si mentisse. Beh, in qualche modo questo lo ha raccontato Orwell nel suo 1984 e non ho avuto abbastanza fegato per leggere tutta la storia. Lo so che ciascuno di noi vorrebbe essere libero di pensare e di comportarsi secondo ciò in cui crede. Purtroppo vi sono individui che manovrano la libertà degli altri, la usano per scopi personali, sondano il cervello come se fosse già tempo per un'azzerata e vai!!! Menomale che esistono il calcio, le olimpiadi, l'avanzata di carriera, la nascita di un figlio, la morte di un nemico. Attendiamo uno di questi eventi con pazienza senza pensare che l'uno valga più dell'altro (anche se nell'intimo siamo convinti che la goduria maggiore sia causata dalla morte di un nemico). Nel frattempo, per rigenerare lo spirito, possiamo assaporare l'esperienza extrasensoriale di un telegiornale curato e diretto dal GRANDE emilio fede. Se non si vede nulla è perchè fede si è momentaneamente recato a pisciare. Buona visione!

L'insostenibile insensibilità dell'essere

Una coppia di coniugi gioca a carte in cucina. Il telegiornale vomita le notizie come un cacciabombardiere. Trenta morti per guerra, 1000 morti per fame, due palazzi distrutti da una stufa malfunzionante. La coppia continua serenamete a giocare. L'ultima notizia riguarda la crisi della love story tra quell'attore famoso e la velina. Marito e moglie smettono di giocare ed alzano lo sguardo per seguire la tv.
Oppure...
Un uomo, che sta camminando per la strada, viene stroncato da un attacco cardiaco. Si accascia a terra, mostra evidenti segni di dolore, digrignando i denti in una smorfia raggelante. Vi sono dei passanti. Tutti ci aspettiamo che qualcuno si fermi, soccorra il malcapitato, che usi il cellulare, del quale sono tutti iperforniti, per chiamare un'ambulanza! Non succede nulla. I passanti continuano a passare e nessuno si interessa all'uomo il quale, nel frattempo, è deceduto sul marciapiede, vicino alla fermata del tram.

Priorità, si tratta solo di una questione di priorità e di saturazione. Si perchè siamo stati abituati a guardarci allo specchio e ci siamo innamorati di quello che si riflette dall'altra parte. Narciso aveva fatto la stessa cosa. Abbiamo imparato a festeggiare i nostri compleanni, pensando che solo una vita ci è concessa e, per fare come ci pare, basta ripetersi "chi se ne frega del mondo!" Un po' di sano egoismo ci ha donato l'illusione di poter fare a meno degli altri.

Ma perchè curiamo così tanto l'aspetto fisico? Perchè la storia di Faust che vendette l'anima al diavolo per l'eterna conoscenza proprio non interessa più a nessuno, poi c'è l'internet. L'eterna giovinezza, invece, quella ci piace tanto! Il prezzo da pagare? Smettere di provare sentimenti. Belli senz'anima, dunque. Mi domando perchè anche un brutto di mia conoscenza abbia venduto l'anima al diavolo per vivere in eterno. Poveri specchi!

martedì 6 luglio 2010

Oggi parliamo di immondizia, anzi, munnezza, come siamo stati abituati a dire. La munnezza si trova ovunque: per le strade, nei mari, nelle relazioni interpersonali, nel giornalismo, nelle leggi ad-personam, nei cessi, al cinema e in tv. La munnezza è uno stile di vita che come scriveva Calvino ci fa credere che esistiamo in quanto produciamo spazzatura. Vivere in queste condizioni ci porta a credere che la munnezza sia la unica verità, anche se completamente inverosimile. Così nasce la miseria del pensiero, l'azzeramento della cultura, la scorrettezza a priori. Nasce l'epopea dell'ignoranza, dell'arrivismo, della pancia piena e la mente in perpetua vacanza.
Le capacità critiche vengono utilizzate per indovinare la schedina, votare il vincitore del Grande Fratello, spiare dal buco della serratura quei quattro buffoni che hanno fatto strada senza avere un briciolo di talento. Un paese-munnezza ci mette un po' di tempo ad organizzarsi, ma quando si avvia verso quella direzione è pressochè impossibile tornare indietro. Gli abitanti del paese-munnezza non ammetteranno mai e poi mai di esserlo, poichè la prima facoltà che si atrofizza durante il processo di metamorfosi della gente è la consapevolezza. Vivono molto più spensierati, sono travagliati da scelte insormontabili, quali la visione di un programma televisivo che sia abbastanza munnezza da essere accettabile. Pensano costantemente al look, ma non parlano inglese. Gli abitanti del paese munnezza seguono il telegiornale di Emilio Fede, solo perchè è nel mezzo della loro soap preferita, ma non parlano inglese. Gli abitanti del paese-munnezza odiano gli extracomunitari perchè degradano il paesaggio, li vorrebbero far vivere segregati, dall'altra parte di un muro. Vivere nel paese-munnezza è un privilegio che si tramanda per nascita, talvolta può essere un valore acquisito, a patto che ci si assoggetti incondizionatamente alle regole stabilite dal governo-munnezza del paese-munnezza.